La storia del Carnevale Trecchinese

 

Il Carnevale trecchinese risale a fine dell'800 inizi '900. Fu nel 1896, infatti, che un'allegra comitiva mascherata, impersonando il Capodanno e i dodici mesi dell'anno, recitando dei versi in italiano  scritti dal farmacista di allora Dottor Nicolangelo Marotta, sfilava per le vie del paese. Mentre il Pulcinella, recitando in vernacolo, passava in carica fatti e uomini esistenti nel Comune. Soltanto nel 1929 si ha notizia di un Carnevale festeggiato con la partecipazione di persone provenienti anche da Sapri. Dopo la seconda guerra mondiale gruppi di maschere sfilarono per le vie del paese recitando poesie e organizzando piccoli spettacoli. Fu nel 1968 che il Signor Michelino Larocca Conte, in occasione di un incontro con alcuni amici: Michele Chiappetta, Pasquale Palazzo, Federico Ruggiero, Gerardino Larocca, Franco Tortorella, Biaggio Orrico, Franceschino Esposito, Biagio Dattoli, Giuseppe Nicodemo, Antonio Marino, i componenti dell'orchestra "Policano": Rosario Carlomagno, Emilio Larocca Conte, Gino Ielpo di Carmine, Giuseppe Orrico, Aldo Carlomagno, Egidio Carlomagno, Giacomino Larocca, Gianni Larocca; decise di voler far rivivere, magari in altra veste, il bellissimo Carnevale trecchinese del 1929 del quale molti avevano sentito parlare. Furono entusiasti e d'accordo all'idea, cosi, velocemente, fu allestito il "1° Carnevale Trecchinese" che partì da Maurino (contrada di Trecchina) e sfilò per le vie del paese il martedì del 27 febbraio 1968 e rappresentava una sfilata di Matrimonio Civile capeggiata dal Sindaco. Il Signor Michelino scrisse il discorso che il Sindaco doveva sostenere e quel discorso divenne centro dell'intera mascherata. Il Carnevale venne allestito su un camioncino allietato dalla musica di Saruccio Carlomagno ed Emilio Larocca insieme con le maschere il Sindaco declamava il suo discorso. A dimostrare gradimento per l'iniziativa furono i residenti nelle varie zone del paese: improvvisarono fuochi e offrirono regali.

Il secondo Carnevale trecchinese fu organizzato in modo migliore perché l'entusiasmo contagiò altri amici e aumentò così la forza lavoro e si poté costruire il "Pollo", altro non era che il ricordo di quando i primi uomini con "Apollo 11" posero piede sulla Luna. Nel terzo carnevale vennero raffigurati i personaggi e le bestie, il Cantacronze era impersonato dal Signor Biagio Orrico. Nel 1971 il 4° Carnevale "La Rai a Trecchina" inchiesta sul paese scaturita dal sondaggio "Staticat"; fu allestito il carro più grande sul camion di Amedeo Pesce rappresentante un enorme drago, un altro carro raffigurava personaggi del Circolo Culturale costituitosi in Piazza del Popolo in quell'anno. Si arriva al 7° Carnevale anno 1974, è il tempo dell'"austerity" e la mancanza di petrolio suggerisce la costruzione di un grande mappamondo con quattro marajà che lo fanno girare. Questo è l'anno in cui ci si reca a Nemoli per festeggiare con gli amici di quel paese il nostro Carnevale. Nel 1975, a causa di lutti che colpirono le famiglie degli organizzatori, mancanza di spazi, emigrazione di qualche componente, il Carnevale Stava per morire. Ma "l'anima del Carnevale Trecchinese che no vuol morire" fece scuotere l'orgoglio dei ragazzi così da continuare la tradizione e tanti carnevali si sono susseguiti.
 

Spazio offerto da "Trecchina.info"