Il "cupe-cupe"

 

Questo strumento, di facile realizzazione e utilizzazione, presente in tutte la regioni del mezzogiorno, è un altro simbolo di carnevale e, usato da questo pastore-fauno, ha più chiari riferimenti trasgressivi per la sua gestualità. E' costituito da una membrana di pelle o da una vescica di maiale o anche da una tela, legata sull'apertura, in genere sempre piuttosto larga, di un recipiente di coccio, di legno a doghe o di un unico blocco, o anche di lamiera; al centro della membrana è legata l'estremità di una canna resa tutta cava. Il suono è ottenuto dallo strofinio prodotto dalla mano bagnata sulla canna; questa è lunga dai venti ai sessanta centimetri e con un diametro variabile dal mezzo centimetro ad oltre due centimetri; il suono cupo e profondo è più o meno grave in rapporto anche alle dimensioni e al materiale. Una leggera variazione di suono, inoltre, si ottiene variando il modo di sfregare la canna, o stringendola solo con l'indice e il pollice o con l'intero palmo della mano chiusa a pugno.

testo di Giuseppe Mensitiere - © riproduzione vietata

Spazio offerto da "Trecchina.info"