> Le Grotte
(Dati forniti dal Catasto Grotte ed Aree Carsiche della Basilicata la cui sede é a Trecchina)

Il territorio comunale di Trecchina, grazie anche alla composizione litologica, presenta un accentuato fenomeno carsico molto ben evidente nei monti a sud del paese oltre che sul più bell'esempio di Carsismo esistente nell'Italia centro meridionale, quello del Monte Coccovello.

Le grotte sul territorio sono diverse ma le più importanti sono quelle di seguito elencate. 

LE FESTOLE
Nel dialetto Trecchinese il termine Festola sta ad indicare Burrone, Forra. Ed in effetti le Festole di Trecchina, ed in special modo la Grande ha le caratteristiche morfologiche di una profonda forra.

Esse, nel passato, sono sempre state un tabù per la popolazione locale: tantissimi racconti, frutto delle fantasie e nello stesso tempo della paura della gente, parlano di streghe, di mostri e di maledizioni per gli esploratori. Quasi sicuramente a generare ciò è stata la profondità della Festola Grande: lanciandovi una pietra all'interno si sente il tonfo dopo tantissimi secondi, per cui la fantasia popolare ha lavorato a dismisura.

Ma ogni tabù, ogni paura, ogni credenza popolare è stata sfatata nel 1977, quando gli speleologi di Trecchina con l'intervento di altri colleghi pugliesi e liguri attaccarono le oscurità della Festola Grande.

LA FESTOLA PICCOLA
La Festola Piccola, così definita, perché fra le due è quella di minori dimensioni, si apre sulla sommità della Costa Murazzi a poche centinaia di metri dal Centro Storico di Trecchina.

Essa ha uno sviluppo prevalentemente verticale: l'ingresso della cavità è costituito da un piccolo foro, di forma ellissoidale con un asse maggiore di 80 cm ed un asse minore di 60 cm, posto ai margini di una mulattiera, difficilmente individuabile perché in parte nascosto da un masso ed in parte ricoperto da erba. Dall'ingresso ci si immette in un primo pozzo di 7 metri e successivamente, dopo un cunicolo di 14 metri con un dislivello di circa 6, si giunge al secondo pozzo, profondo circa 8 metri, dopo il quale si procede con forte dislivello fino alla profondità di circa 40 metri. I cunicoli che seguono sono inesplorabili.

LA FESTOLA GRANDE
La Festola Grande è stata "violata" per la prima volta il 21 gennaio 1977, dopo che nell'agosto precedente era fallito il primo tentativo di esplorazione. Dodici ore occorsero al primo uomo per raggiungere il fondo a 136 metri di profondità. Una grossa fenditura nel terreno, larga da 0,80 a 4,00 metri lunga circa 80 metri ne rappresenta l'ingresso.

La larghezza varia da 1 a 4 metri. Sul versante sud alcuni ponti naturali formano finestroni che si notano dalla sottostante valle.

La cavità non presenta concrezionamenti tranne piccole stalattiti e rare deposizioni di carbonato di calcio sulle pareti. Nel punto più profondo è stata posta una targa a ricordo della prima esplorazione.

LA GROTTA SANT’ANGELO
La Grotta Sant'Angelo è la più lunga cavità esistente a Trecchina, ha una lunghezza complessiva di circa 420 metri, il suo ingresso è posizionato sulle pendici  del Monte Messina a 492 metri di quota s.l.m. in località Balzo Rosso.

Si tratta di una grotta particolarmente ricca di concrezioni che merita una valorizzazione turistica riservata ad un pubblico escursionistico per non alterarne le caratteristiche geomorfologiche.

Esplorata agli inizi degli anni ’70 è stata spesso oggetto di studio di numerosi gruppi speleologici.

Dopo il primo tratto, spoglio da concrezioni, si giunge ad un pozzo di circa 8 metri, superabile solo con tecniche speleologiche.

Da questo punto la grotta è riccamente concrezionata e non mancano angoli di indubbia bellezza. Il Laghetto, la strega, il presepe, la sala Verona, la sala paradiso sono solo alcuni dei nomi che gli speleologi hanno, nel corso delle esplorazioni, attribuito ai punti più belli. L’Amministrazione Comunale di Trecchina si sta adoperando per una sistemazione turistica dell’interno della cavità anche se resterà riservata ad un pubblico ristretto di escursionisti.

Attualmente la grotta è visitabile solo se accompagnati dagli speleologi delle locali associazioni.

Negli scorsi anni all’interno della cavità sono state fatte delle rilevanti scoperte di biospeleologia, al suo interno vive una specie di Duvalius probabilmente endemico per questi luoghi.

Sempre nella cavità trecchinese, in un ramo laterale, una stupenda coltre di Monthmilk ricopre il pavimento tanto che gli speleologi sono stati costretti a procedere nelle esplorazioni arrampicando sulle pareti per non lasciare orme su questa massa soffice (come la neve) depositatasi nei millenni. Per queste peculiarità la speleologia locale ha chiesto una adeguata protezione della cavità.

Inizialmente un cancello ostruiva l’ingresso, purtroppo, grazie all’opera di qualche vandalo, del cancello ne è rimasta una sola parte.

Il pozzo interno, fortunatamente, ostruisce l’accesso alla parte più bella e delicata della grotta Sant’Angelo.

Si racconta, in paese, che nel passato in questa cavità vivevano i Briganti e che alcuni decenni addietro, grazie all’ardire di alcuni locali, sono stati trovati, oltre il pozzo, vasi in terracotta e arnesi metallici probabilmente utilizzati dai membri delle bande di Briganti che la abitarono nell’800.

LA GROTTA DEL RE
Gli uomini preistorici hanno, nel tempo, migrato dalla costa verso l'interno dei territori lucani, e di queste migrazioni sono state ritrovate più tracce nell'intera regione. Nella Valle del Noce, le testimonianze preistoriche in cavità naturali sono veramente poche.

Una grotta che potrebbe essere stata un sito preistorico è la Grotta del Re, situata sulla sinistra orografica del fiume Noce nel territorio comunale di Trecchina.

Gli speleologi del gruppo Geo-Speleo Valle del Noce di Trecchina rinvennero, a qualche metro dalla grotta, una punta di lancia in selce, con forma romboedrica e sfaccettata sui due lati probabilmente del Musteriano, attualmente conservata presso la mostra permanente di archeologia di Rivello.

La cavità fu rilevata e catastata nel 1978, appena in tempo prima che il terremoto del 1980 ne provocasse il crollo definitivo della seconda parte, motivo per cui, ora, è impossibile superare il primo cunicolo che porta dalla prima sala alle gallerie successive.

L’ipogeo è caratterizzato da un ingresso di grosse dimensioni (larghezza alla base 28 metri, altezza 20). La lunghezza totale dell'intera grotta è 72 metri.

GROTTE DI TRECCHINA INSERITE NEL
CATASTO GROTTE DELLA BASILICATA

Sigla catastale    Nome Grotta

      B 040            Grotta Sant'Angelo

      B 041            Festola Piccola

      B 042            Festola Grande

      B 052            Grotta del Re

      B 100            Grotta del Pellegrino

      B 102            Grotta del Casolare

      B 109            Grotta R.B.S.

      B 110            Grotta dell'Arco

      B 111            Grotta del Serpente Nero

      B 112            Grottone Prasti

      B 113            Grotta Prasti

      B 114            Grotticella Prasti

       B 115           Antrone Costa Bolago

       B 116           Grotta dell'Orso

       B 126           Grotta dei Falchi

       B 127           Grotta del Campanaro

       B 177           Grotticella Sant'Angelo 1

       B 185          Grotticella Milossina

       B 186          Grotticella La Centrale I

       B 187          Grotticella La Centrale II

       B 188          Grotticella Balzo Rosso I

       B 189          Grotticella Balzo Rosso II